Mastoplastica Additiva

Il seno è una parte molto intima del corpo di una donna ma allo stesso tempo relativamente in evidenza. Basti pensare ad un abito scollato o al costume da bagno. Per cui il seno riveste un ruolo di primaria importanza tanto nella sfera personale quanto professionale nella vita di una donna. Sempre più popolare in Italia e in tutto il mondo, la chirurgia dell’ingradimento del seno ( Mastoplastica Additiva) è il modo più semplice per ingrandire in modo permanente il volume del seno e ottenere una forma più piena.
Le mammelle hanno una fisiologica asimmetria ma possono essere anche molto diverse l’una dall’altra, creando un disagio importante anche quando il volume è adeguato. Ogni donna ha le sue caratteristiche uniche del seno, della pelle e dei tessuti fibrosi interni. Questo è il motivo per cui sono disponibili diverse dimensioni e forme di protesi mammarie.

Quali Protesi Utilizzare?

Il Dott. Dario Rochira ( Chirurgo Plastico a Roma ) ha una vasta esperienza in tutti gli interventi di mastoplastica additiva e discuterà con voi l’opzione migliore per ottenere un risultato bello, naturale e stabile nel tempo. Sebbene le protesi anatomiche (a goccia) sono le più popolari, sono disponibili anche protesi di forma rotonda.
Oggi esistono diversi tipi di protesi mammarie che variano per forma e proiezione e che permettono, con una scelta personalizzata, di raggiungere il risultato più naturale. Il Dr. Rochira consiglierà una varietà di opzioni diverse per consentire di visualizzare le opzioni in base alla propria forma del corpo.
Le protesi mammarie utilizzate sono di gel di silicone altamente coesivo di altissima qualità: questo tipo di gel ha la caratteristica di eliminare il rischio di diffusione del silicone nei rarissimi casi di rottura delle protesi.

Intervento

Il Dottor Dario Rochira esegue circa 200 mastoplastiche additive ogni anno ed è un esperto in ecografia mammaria in pazienti portatrici di protesi. L’intervento può essere eseguito a qualsiasi età purché si sia raggiunto il completo sviluppo delle mammelle.
L’intervento viene eseguito in clinica, in anestesia totale e con una notte di degenza. Le protesi possono essere inserite tra il muscolo e la ghiandola o sotto il muscolo pettorale, a seconda della quantità di tessuto mammario presente e della conformazione del torace.

Cicatrici
Abitualmente la via di accesso da me usata è l’incisione sottomammaria, perché quella di elezione per le protesi anatomiche ed anche perché la meno visibile, confondendosi nella piega della mammella.

Post Intervento

La paziente torna a casa il giorno stesso o il giorno successivo l’intervento, senza drenaggi o medicazioni particolari ma solo con un reggiseno contenitivo, che porterà per circa 15 giorni durante i quali saranno effettuati controlli periodici. Per le suture vengono usati punti riassorbibili che non dovranno essere rimossi. Si potrà tornare alle normali attività quotidiane dopo 2-3 giorni dall’intervento e alle attività sportive dopo circa un mese.

FAQ

Il risultato di una mastoplastica additiva è definitivo?

Il risultato è definitivo a meno che non intervengano fattori concomitanti che rendano necessaria un reintervento.

Quali sono i rischi connessi all’operazione?

Naturalmente i rischi sono quelli comuni a tutti gli interventi chirurgici, ai quali bisogna aggiungere i rischi specifici dell’intervento in oggetto, quali possibilità di contrazione capsulare, ematoma, infezione, ecc.

Quali periodi dell’anno sono più consigliabili per l’operazione di Mastoplastica Additiva?

Non ci sono periodi più indicati di altri, se non per preferenze personali.

Ci sono limiti di età per sottoporsi all’intervento?

La mastoplastica additiva, come tutti gli altri interventi sulla mammella, deve essere eseguita dopo il completo sviluppo, quindi dopo i 16-18 anni a seconda del soggetto in esame. Per quanto riguarda l’estremo superiore non ci sono limiti, anche se ci si può porre l’interrogativo dell’utilità dell’aumento del seno dopo una certa età.

Il silicone può essere in qualche modo pericoloso?

È ormai dimostrato da moltissimi studi in tutto il mondo, che il silicone contenuto all’interno delle protesi non rappresenta un fattore di rischio, soprattutto quello delle protesi di ultima generazione, che anche in caso di rottura, non fuoriesce dalla protesi stessa, perché costituito da gel di silicone coesivo.

L’aumento del seno è un intervento doloroso?

Normalmente il post-operatorio non può essere definito doloroso; vengono comunque somministrati farmaci anti-dolorifici atti a rendere tranquillo l’immediato post-operatorio che può essere il più critico. Il giorno successivo può essere presente un senso di tensione causata dalla distensione dei tessuti.

Può aumentare il rischio di tumore mammario?

Assolutamente no, come dimostrano innumerevoli studi statistici in tutto il mondo.

Le protesi vanno sostituite dopo alcuni anni?

Di solito non è necessaria alcuna sostituzione perché le protesi vengono garantite per una durata minima di 20-25 anni.

Ci sono delle variazioni di volume con il passare del tempo?

Certamente e possono essere legate a fattori ormonali o a variazioni ponderali.

Dopo l’intervento, l’allattamento è ancora possibile?

Nei casi in cui si sia eseguita l’incisione nel solco sotto-mammario, l’allattamento non è compromesso, mentre potrebbero verificarsi problemi in caso di incisione peri-areolare.

Quali comportamenti devo adottare in gravidanza?

Non è necessario seguire alcuna norma particolare, perché la mammella subisce le sue normali modificazioni legate alla stimolazione ormonale, indipendentemente dalla presenza della protesi.

Ci sono rischi di esplosione delle protesi?

Assolutamente no: si tratta di una favola metropolitana che non ha nessuna base razionale scientifica per ciò che riguarda l’esplosione, mentre è possibile una dislocazione o una modificazione della forma, in caso di manovre troppo violente sulla mammella.

Il seno mantiene sempre la sua naturalezza al tatto?

Sì, eccetto in caso di insorgenza di contrazione capsulare: in questo caso la mammella assumerà una consistenza più dura del normale e sarà necessario procedere ad un nuovo intervento per eliminare l’inconveniente.

E’ meglio la protesi sottomuscolare o quella sottoghiandolare?

La scelta in genere dipende dalla quantità di tessuto mammario presente e dal volume della protesi da inserire.

E’ necessario fare dei massaggi dopo l’operazione?

I massaggi sono assolutamente da evitare con l’uso di protesi anatomiche, consigliabili con protesi rotonde.

E’ necessario l’uso di drenaggi?

L’uso dei drenaggi è subordinato alle preferenze personali del chirurgo. La maggior parte dei chirurghi ne fa uso per evitare la raccolta di una sia pur minima quantità di sangue. Bisogna infatti tener conto che, per quanto la dissezione dei tessuti sia eseguita con delicatezza e rispetto delle strutture anatomiche, un piccolo stillicidio ematico è sempre presente. E’ documentato che anche piccole raccolte ematiche possono aumentare l’incidenza di complicazioni come la contrazione capsulare e le infezioni post-operatorie. Per diminuire drasticamente l’insorgere di queste possibili complicanze si usano morbidi drenaggi in silicone, di cui peraltro la paziente non avverte la presenza, che vengono rimossi in modo del tutto indolore poco prima della dimissione dalla Clinica.

ALCL e protesi mammarie

Il Linfoma Anaplastico a Grandi Cellule (ALCL dall’inglese Anaplastic Large Cell Lymphoma) è una rara forma di Linfoma non-Hodgkin (NHL) che si sviluppa a carico dei linfociti T del sistema immunitario.

Nel 2011 la Food and Drug Administration (FDA) ha rilevato un numero anomalo di casi di ALCL in pazienti portatrici di protesi mammarie per fini ricostruttivi o estetici, anomalia derivata dal fatto che I’ ALCL, benché possa svilupparsi in qualsiasi parte del corpo, per la prima volta si manifestava in corrispondenza del tessuto mammario periprotesico.

Ad Ottobre 2017, la Scientific Committee on Health Environmental and Emerging Risks (SCHEER) raccomandava al mondo scientifico di condurre una valutazione più approfondita sulla possibile associazione tra le protesi mammarie e l’insorgenza di questa patologia poiché in conseguenza della bassa incidenza, i limitati dati scientifici disponibili non consentivano di effettuare una solida valutazione del rischio.
Con i dati attuali, sebbene una predominanza di casi di BIA-ALCL sia stata riportata nei pazienti con impianti di protesi mammaria a superficie testurizzata (cioè ruvida), non ci sono sufficienti evidenze scientifiche che supportino la correlazione causale tra l’insorgenza di questa patologia e il tipo di protesi mammaria, seppure enti regolari ed istituzioni sanitarie raccomandino una sorveglianza attiva della popolazione di donne con protesi mammarie.

In Italia, si stima si verifichino 2,8 casi di BIA-ALCL ogni 100.000 pazienti impiantati. Dei 45 casi riscontrati (dal 2012 al 1 giugno 2019) solo 1 ha avuto un esito fatale poiché la diagnosi è stata effettuata tardivamente ed in uno stato avanzato della malattia. La prognosi di questa condizione clinica resta tuttavia favorevole quando diagnosticata precocemente.

A seguito del ritiro delle protesi testurizzate da parte dell’Autorità francese il Ministro della Salute ha richiesto di poter acquisire il parere del più alto organo scientifico del nostro paese, ossia del Consiglio Superiore di Sanità, al fine di tutelare la salute dei cittadini.
Il Consiglio Superiore di Sanità, a seguito di approfondita istruttoria, sulla base della letteratura scientifica pertinente, e della documentazione tecnico – scientifica disponibile, ha predisposto una – relazione in merito all’argomento, disponibile sul portale del Ministero della salute al seguente link:

http://www.salute.gov.it/porta1e/temi/p26.jsp?lingua=italiano&id=4419&area=dispositivi-medici&menu=vigilanza
e ha dichiarato che non si ravvedono motivazioni sufficienti per raccomandare il ritiro dalla disponibilità commerciale delle protesi testurizzate.

Tuttavia, il Consiglio Superiore di Sanità ha raccomandato a tutti i soggetti portatori di protesi mammarie (testurizzate o lisce) impiantate a fini estetici di sottoporsi a regolari controlli clinici (almeno una volta l’anno) indicati dal proprio chirurgo e prescritti con cadenza modulabile in base alla valutazione clinica del singolo soggetto. Inoltre ha raccomandato l’immediata esecuzione di un’ecografia e di un esame citologico del liquido di aspirazione in caso di sospetto clinico di sieroma tardivo (almeno 1 anno dopo l’intervento chirurgico). Non ha fornito l’indicazione alla rimozione della protesi liscia o testurizzata in assenza di sospetto clinico di BIA-ALCL.
Le pazienti portatrici di protesi mammarie a seguito di mastectomia per carcinoma mammario non necessitano di ulteriori esami oltre quelli richiesti dalle regolari visite di controllo oncologiche (che già prevedono ecografia mammaria e mammografia o RMN mammaria) e prescritti sulla base del rischio associato allo stadio di avanzamento e alle caratteristiche biologiche della neoplasia. Non si pone indicazione alla rimozione della protesi liscia o testurizzata in assenza di sospetto clinico di BIA-ALCL.

Prima e Dopo

  • Before-Mastoplastica Additiva
    After-Mastoplastica Additiva
    Prima Mastoplastica Additiva Dopo
  • Before-Mastoplastica Additiva
    After-Mastoplastica Additiva
    Prima Mastoplastica Additiva Dopo
  • Before-Mastoplastica Additiva
    After-Mastoplastica Additiva
    Prima Mastoplastica Additiva Dopo
  • Before-Mastoplastica Additiva
    After-Mastoplastica Additiva
    Prima Mastoplastica Additiva Dopo