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 ANGELINA JOLIE prevenzione eccessiva? Di cosa si tratta in realtà...

Da giorni sparla della scelta di Angelina Jolie di andare incontro ad una mastectomia preventiva bilaterale, decisione presa dopo aver visto la mamma soffrire per 6 anni prima di morire per un tumore alle ovaie e soprattutto dopo essersi sottoposta ad un test genetico dal quale è emerso che lei stessa è portartice del gene BRCA1 e che questo le dava 86 probabilità su 100 di ritrovarsi con un tumore alla mammella. Probabilità che è drasticamente scesa al 5 dopo l’asportazione dei suoi seni poi ricostruiti chirurgicamente con la conservazione della cute, del capezzolo e dell’areola e con una minima cicatrice.

Più di 10 anni fa in Italia, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma ho intrapreso personalmente uno studio su questa tecnica di asportazione preventiva e soprattutto delle tecniche di ricostruzione mammaria immediata che ne derivano e che fino ad all’ora sembrava aver suscitato l’interesse solo degli Americani. Lo studio condotto per diversi anni è diventato poi l’argomento della mia tesi di laurea nel 2003.
Nel corso degli anni successivi il test genetico per la mutazione del BRCA 1 e 2 (nonostante molto costoso) è divenuto disponibile anche in Italia e la possibilità di sottoporsi ad una mastectomia preventiva è da diversi anni possibile anche nel nostro Paese seppur in casi molto selezionati.

I DATI

L’Associazione Italiana Registri Tumori e L’Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) hanno calcolato che nel 2012 in Italia siano stati diagnosticati circa 46 mila nuovi casi di tumore della mammella che nello stesso anno ha rappresentato la prima causa di morte per tumore nelle donne con il 28% dei decessi prima dei 50 anni. Sebbene l’età e la storia familiare restano importanti fattori di rischio, la scoperta dei geni BRCA1 e BRCA2 associati al cancro mammario ha suggerito un metodo oggettivo per la precoce identificazione delle donne con aumentato rischio di sviluppare un cancro mammario (la frequenza di BRCA1 e BRCA2 nella popolazione generale è di 1 su 1.000).

Queste donne non solo hanno un maggior rischio di sviluppare un cancro della mammella, ma sono anche a maggior rischio di svilupparlo in giovane età e bilateralmente.
Così’ quasi il 90% delle donne che ha una mutazione di uno dei BRCA svilupperà un tumore al seno nell’arco della propria vita e una percentuale che va dal 10 al 40 per cento avrà un tumore dell’ovaio. Non c’è dubbio quindi che il rischio scenda dopo una mastectomia preventiva.
Oggi si pensa che questo tipo di intervento sia un’appropriata procedura chirurgica profilattica per la rimozione del 90-95% del tessuto mammario nelle candidate selezionate attentamente.

Poiché dopo la mastectomia sottocutanea, non tutto il tessuto mammario è rimosso, alcuni Medici ritenevano e ritengono tuttora che non si tratti di un intervento che previene in modo assoluto il cancro. Ma c’è da considerare una cosa importante: studi anatomici hanno documentato la presenza di tessuto mammario che penetra la fascia pettorale e si estende sotto lo sterno e lateralmente fino al muscolo latissimo del dorso. Perciò è probabile che né una mastectomia sottocutanea né una totale rimuova il 100% del tessuto mammario.

Inoltre è importante sottolineare come le pazienti con storia familiare di carcinoma mammario non solo abbiano un maggior rischio, rispetto alla popolazione normale, di sviluppare la neoplasia primitivamente, ma anche di svilupparla nella mammella controlaterale.
La diagnosi di carcinoma mammario invasivo, particolarmente quando questo viene diagnosticato in epoca premenopausale, è vista come una delle principali indicazioni alla mastectomia profilattica per la mammella controlaterale. Tuttavia esistono forti evidenze che la terapia ormonale adiuvante con tamoxifene riduce il rischio di cancro nella mammella controlaterale.

In genere il seno ricostruito risultante è esteticamente più accettabile di quello che si ottiene con una mastectomia totale con ricostruzione, infatti la cute mammaria ed il complesso areola-capezzolo rimangono intatti e la cicatrice è minima.
La tecnica chirurgica di mastectomia sottocutanea contempla diversi tipi di incisione anzitutto a seconda della morfologia della mammella, con o senza eccesso di cute.

CHI DEVE FARE IL TEST?
• Più di 2 casi di tumore al seno nella stessa famiglia e uno o più casi di tumore dell’ovaio a qualsiasi età.
• Più di 3 casi di tumore al seno scoperti prima dei 50 anni
• 2 sorelle con tumore della mammella o all’ovaio prima dei 50 anni

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